Come richiedere la carta d'identità elettronica

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  • 04 Ottobre 2019

La carta d'identità elettronica

Finalmente era giunto anche per me il momento di cambiare la carta d'identità e di poter richiedere dunque quella elettronica. Dico finalmente perchè, col fatto che non venivano più aggiornati gli indirizzi di residenza, nella mia carta d'identità cartacea era riportato un indirizzo vecchio di quattro traslochi fa in due province diverse ed ogni volta che presentavo la carta d'identità nasceva qualche incomprensione.

Dunque, prima di recarmi in comune ho voluto approfondire l'argomento ed ho scoperto esservi un sito del ministero dell'interno interamente dedicato alla CIE (carta d'identità elettronica). 
Questo è il link: https://www.cartaidentita.interno.gov.it/.
Navigando all'interno del sito ho appurato i costi16,79 € più i diritti fissi che vanno da comune a comune (nel mio in tutto ho pagato per la precisione 22,21 €) ed ho visto la possibilità di portare una fotografia in formato digitale (cosa che effettivamente mi aspettavo).
Dato che con le foto me la cavo discretamente, ho controllato i requisiti minimi della fotografia (altezza 45 mm, larghezza 35 mm, formato del file jpg, definizione di almeno 400 dpi e grandezza massima 500 kb) ed ho preparato la mia bella fototessera (scattando un numero sconsiderato di foto prima di arrivare a quella che mi convincesse di più, lo ammetto).

Per maggior sicurezza ho mandato una mail all'anagrafe del comune per chiedere se, come previsto dalle indicazioni ministeriali, potevo portare la foto in formato digitale e come preferivano averla.
Una gentile impiegata mi ha risposto che potevo portarla in una chiavetta USB purchè nella chiavetta fosse presente solo quel file.
Così ho fatto. Mi sono recata all'anagrafe e, quando è stato il mio turno e ho detto che dovevo fare la carta d'identità elettronica ed avevo la foto nella chiavetta USB l'impiegata, che evidentemente era una persona diversa da quella che mi aveva risposto alla mail, mi ha prontamente risposto che non erano attrezzati per ricevere la mia foto in formato digitale, che avrei dovuto stamparla e tornare con la foto in formato cartaceo.

"Dunque mi scusi, cerchiamo di capire, io ho qui una foto in formato digitale, perfetta come da indicazioni del ministero, pronta per essere usata, ma lei mi sta dicendo che non va bene, che devo andare a casa, stamparla o farla stampare da un fotografo e quindi spendere anche dei soldi, tornare qui con una foto in formato cartaceo, consegnargliela, in modo che lei possa scansionarla e renderla nuovamente digitale? Non le sembra assurdo?"

Al ché la signora ha sfoderato tutta una serie di motivazioni che andavano dalla "pericolosità" di usare una chiavetta USB di dubbia provenienza, al fatto che non erano stati istruiti al riguardo e al fatto che, comunque, "sa quante cose ci sono indicate dal ministero che poi non vengono fatte?!" per cui non poteva assolutamente accettare la mia foto ed ha anche chiesto supporto al collega accanto: "vero che non possiamo?" e il collega ha confermato.

Non potevo accettare quelle obiezioni e quel giorno ero disposta ad andare a parlare anche col sindaco
Avevo in mente tutte quelle persone che magari sono state mandate indietro perchè non hanno avuto la prontezza di rispondere o si sono intimorite davanti l'autorità di un impiegato pubblico, quelle persone che hanno dovuto perdere del tempo spendere dei soldi per delle foto professionali non necessarie perchè non è stata data loro l'indicazione corretta.
Il mio lavoro è fare in modo che le persone abbiano accesso al mondo digitale e ne possano sfruttare ogni vantaggio, quindi non accetto che sia proprio la pubblica amministrazione ad ostacolare questo progresso.

Così ho sfoderato il mio bel telefono e le ho detto che avevo una mail in cui qualcuno del comune mi aveva risposto che si poteva fare, ho letto la mail e fatto il nome di chi l'aveva scritta. L'impiegata mi ha gentilmente invitato a far riferimento a quella persona che ora si trovava in un altro ufficio.
Mi sono recata nell'altro ufficio trovando la signora in questione, le ho spiegato il caso e lei, con aria rassegnata ma decisamente contrariata, (mi sa che il quadretto si era già ripetuto) si è recata in anagrafe, si è posizionata davanti un pc, ha preso la mia chiavetta USB e in dieci minuti ha completato la procedura.

L'ho ringraziata per la disponibilità e le ho chiesto come mai lei fosse in grado di fare questa cosa e i colleghi no, mi chiedevo se per caso lei, al contrario di loro, fosse stata istruita. La signora mi ha risposto che in verità non avevano ricevuto alcuna istruzione a riguardo e che lei, dopo un po' di tentativi, ha imparato da sola.

Ora, nessuna polemica nei confronti degli impiegati che non hanno voluto seguire la procedura corretta, evidentemente non sono stati istruiti e certe indicazioni dovrebbero partire puntualmente dall'alto. Per cui bisognerebbe che le amministrazioni comunali si impegnassero realmente per portare i benefici del digitale alla portata di tutti i cittadini, senza lasciare che certe procedure importanti vengano lasciate alla discrezione del singolo impiegato con più o meno buona volontà. Certo è però che sorge spontaneo pensare che, se vogliamo davvero vedere progredire le cose bisogna che ognuno di noi faccia la sua parte, provando talvolta il brivido dell'iniziativa spontanea, se non altro spinti da moto d'orgoglio, con l'intento di fare meglio il proprio lavoro e magari dare un servizio migliore a chi si aspetta qualcosa da noi, nel caso specifico i cittadini. A maggior ragione se si considera che il Ministero dell'Interno ha istituito tutta una serie di iniziative per agevolare i vari operatori, compresi numeri di telefono per assistenza tecnica sia per i comuni che per i cittadini: Assistenza tecnica CIE.

Ma anche noi cittadini abbiamo il nostro bel compito, dobbiamo rimanere aggiornati e pretendere che le cose vengano fatte per bene, l'evoluzione digitale o, in questo caso, la rivoluzione digitale ha bisogno di seguaci impavidi e tenaci!

Tornando alla carta d'identità, una volta completata la procedura per la richiesta della CIE, che prevede anche la rilevazione delle impronte digitali, viene consegnato un foglio che riporta i dati della carta d'identità e, soprattutto, la prima parte dei codici PIN e PUK che serviranno in futuro per fruire dei servizi statali, il foglio deve essere conservato con cura.
La CIE non viene rilasciata subito, la si può ritirare dopo circa una settimana, viene consegnata in busta chiusa. Insieme alla tessera in plastica viene consegnato anche un foglio che riporta la seconda parte dei codici PIN e PUK, anche questo va conservato con cura insieme al primo.

Chi non ha la possibilità di preparare in autonomia la propria fototessera può usufruire di un servizio molto efficiente, quello proposto dall'azienda DEDEM
Dedem è un'azienda produttrice e distributrice di cabine fototessera ed ha sviluppato un sistema per agevolare il processo di acquisizione della fototessera per la carta d'identità elettronica.
Come funziona? Le cabine sono distribuite in tutto il paese, nel sito dell'azienda è possibile verificare dove si trova quella più vicina.
Nella stampa della fototessera che viene rilasciata dalla cabina per la carta d'identità elettronica è presente anche un codice a barre univoco, è sufficiente presentare la fototessera all'operatore dell'ufficio anagrafe che, attraverso l'acquisizione del codice stampato sulla foto cartacea, potrà scaricare direttamente dal server Dedem la corrispondente foto digitale.
 


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